Il terreno convergente di MoliseCinema

di Giammario Di Risio

Il mondo che ci circonda sta cambiando velocemente e questa cosa può anche scioccare, prenderci di soppiatto, tuttavia la macchina da presa da tempo ha dismesso i panni di lanterna magica, per divenire “parte di un tutto” che si affaccia ad una nuova era mediatica. L’evoluzione non appartiene solo alla cultura antropica ma anche, per non dire soprattutto, a quella della convergenza, con i repentini cambiamenti delle tecnologie di cui facciamo uso e che stanno riconfigurando il cinema e il nostro modo di interfacciarci con esso. Il tempo e il suo modo di farsi padroneggiare ed intendere dall’essere umano modifica ogni cosa, come per il film Quei bravi ragazzi, che all’uscita nelle sale nel 1990 (data che in Europa e nel mondo fa da spartiacque tra il nostro “prima” e il nostro “dopo”) fu elogiato dalla critica prevalentemente per la virtuosità di Scorsese nel presentare tematicamente la violenza quando invece, oggi, la pellicola è un esempio di grande linguaggio cinematografico, per l’eleganza dei movimenti di macchina e il sapiente utilizzo del piano sequenza.

E sono ovviamente questi due nuclei, la cultura della convergenza da un lato e la nostra idea di tempo dall’altro, che dovranno sempre più essere l’architettura portante di MoliseCinema da qui al futuro. Un Festival che si sostiene mediante una rigorosa quanto dinamica duplicità, in cui il gustarsi un film diventa tessuto che tiene insieme l’elemento popolare, radicato nella nostra piccola regione, con Casacalenda che si offre con i suoi grandi spazi, suggestivi e subito riconoscibili agli occhi di un molisano come il sottoscritto e l’elemento internazionale, con i film, i cortometraggi, gli artisti e gli appassionati provenienti da ogni parte del mondo. Il bravo direttore artistico Federico Pommier Vincelli, insieme ai talentuosi suoi collaboratori, hanno fatto crescere e sviluppare questa kermesse e, fortunatamente, hanno già compreso che la manifestazione, nella sua natura di festival cinematografico, può e deve modificarsi perché il pubblico sta cambiando, perché lo status sociale di tutti quanti noi, in tempo di crisi, si eleva o si abbassa, e la missione fondamentale diventa soddisfare il pubblico e stare al passo con i tempi.

Per fare questo MoliseCinema si rinnova non solo nell’elemento popolare, non diventa esclusivamente spazio di proiezione nei giorni estivi della kermesse ma vive e comunica con gli appassionati per tutto l’anno, espandendo la sua crescita sui social network, con facebook e altre piattaforme, vivendo sui canali radio ed entrando in gioco dialettico con la nostra intelligenza collettiva. Il cinema non è più solo ed esclusivamente la sala cinematografica, che riserva il grande fascino di una condivisione quasi mistica (se pensate ai cenni di intesa a fine film con gente sconosciuta, come commento velato all’esperienza appena conclusa), ma è ormai integrato all’interno della convergenza tecnologica: internet, TV via cavo, cellulari, IPAD, MP4. Il punto di forza di MoliseCinema? Il saper gestire il momento di attesa che tutti quanti noi stiamo vivendo. Dove ci porterà questa evoluzione? Quando questa crisi economica cesserà di fare breccia nel nostro immaginario? A Casacalenda non si fa soltanto cinema, ma si prende la sua immensa forza suggestiva, attrazionale e la si inserisce in un discorso più ampio, in cui l’elemento basico della proiezione e dell’esperienza di un bel film da vedere, sono connaturati all’evoluzione dei medium che circondano il nostro vissuto e che continuamente ci forniscono informazioni.

La forza di MoliseCinema sta anche nel prendere queste informazioni e non bombardarle sullo spettatore in modo violento, irrispettoso (come spesso accade con i telegiornali, in cui veniamo sistematicamente lobotomizzati e se si tratti di cronaca, politica o gossip non fa differenza) viceversa, per quell’elemento popolare di cui trattavamo prima, le informazioni vengono diluite in un tempo (che a volte diventa come per magia la nostra memoria) che rasserena, in cui i ritmi sono lenti e il tutto si gode con positività, con le immagini in movimento che acquistano ancor più valore sullo sfondo di una bella notte d’estate. Facile pensare che questa architettura si aprirà ancor di più in futuro al mondo intero, con collaborazioni, si spera, sempre più foriere di spunti con l’estero, con la rete e con i tanti appassionati che potranno, con un semplice click sulla tastiera del mouse, interagire con noi molisani per creare, condividere e appassionarsi alla settima arte

(Cineframmenti.com)