Paesi in lungo: Lungometraggi (opere prime e seconde) 2021

BUÑUEL - NEL LABIRINTO DELLE TARTARUGHE

Bunuel

Regia: Salvador Simó | 80’

1930. Dopo lo scandalo suscitato nella società fascista e clericale dell’epoca, con il suo primo lungometraggio L’âge d’or, il cineasta Luis Buñuel prende le distanze da Salvador Dalì, collaboratore nei suoi primi lavori e con il quale si era imposto come voce autorevole della cultura surrealista. Grazie ad un colpo di fortuna e alla generosità dell’amico Ramón Acín, Luis inizia la lavorazione del documentario Las Hurdes. Il film racconta uno spaccato toccante della vita del grande regista, alla ricerca di una sua libera espressione artistica.

Salvador Simó inizia a studiare animazione all’American Animation Institute di Los Angeles nel 1991 mentre lavora su uno speciale film di Charlie Brown. In Europa, lavora per diverse compagnie come la Disney. A Barcellona fonda uno studio di animazione con il quale lavora in esclusiva per la Disney. A Londra partecipa a progetti come Le cronache di Narnia, The Werewolf, Prince of Persia e Skyfall. Nel 2014 è capo delle sequenze nel film di animazione The Jungle Bookprodotto da Disney e in Pirati dei Caraibi: La vendetta di Salazar. Nel 2016 torna in Spagna per dirigere il lungometraggio Buñuel nel Labirinto delle Tartarughe.

FAVOLACCE

Favolacce

Regia: Fabio e Damiano D’Innocenzo  | Interpreti: Elio Germano, Tommaso Di Cola, Giulietta Rebeggiani, Gabriel Montesi, Justin Korovkin | 98’

Una favola nera, ambientata nella provincia sud di Roma, che racconta senza filtri le dinamiche che legano i rapporti umani all’interno di una comunità di famiglie. Un mondo apparentemente normale dove silente cova il sadismo sottile dei padri e la passività delle madri. Ma soprattutto è la disperazione dei figli, incapaci di farsi ascoltare, che esplode in una rabbia sopita e scorre veloce verso la sconfitta di tutti. 

I fratelli D’Innocenzo classe 1988 senza una specifica formazione cinematografica iniziano a muovere i primi passi nel mondo del cinema. L’opera prima La terra dell’abbastanza (2018) è stato presentato nella sezione Panorama del 68° Festival del cinema di Berlino ed ha ottenuto tre candidature ai Nastri d’argento 2018. I fratelli collaborano alla sceneggiatura di Dogman (2018) di Matteo Garrone. Favolacce, in concorso al Festival di Berlino 2020, ha ricevuto l’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura. Candidato a 10 Nastri d’argento 2020 vince, tra le altre, il Nastro d’argento al miglior film e alla migliore sceneggiatura.

FIGLI

Figli

Regia: Giuseppe Bonito | Interpreti: Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi | 97’ Sara e Nicola sono sposati e innamorati. Hanno una bambina di sei anni e una vita felice. L’arrivo del secondo figlio, però, scombina gli equilibri di tutta la famiglia svelando crepe nel loro rapporto e insoddisfazioni personali con risvolti tragicomici. Nonni stravaganti, amici sull’orlo di una crisi di nervi e improbabili baby-sitter non saranno loro di aiuto. Tra l’istinto di scappare e la voglia di restare, Sara e Nicola riusciranno a resistere e a rimanere insieme?

Giuseppe Bonito si è avvicinato al cinema come aiuto regista, esordendo alla regia nel 2012 con Pulce non c’è. Il film ha partecipato in concorso al Festival internazionale del film di Roma 2012 vincendo il premio speciale della giuria di Alice nella Città. Nel 2020 è uscito Figli, tratto dal monologo I figli invecchiano di Mattia Torre, per il quale Bonito era stato assistente alla regia in Boris.

L’IMMORTALE

Limmortale

Regia: Marco D’Amore | Interpreti: Marco D’Amore, Giuseppe Aiello, Salvatore D’Onofrio, Giovanni Vastarella, Marianna Robustelli | 116’

La storia di Ciro Di Marzio, personaggio della serie Gomorra. Sopravvissuto a un terremoto, l’uomo cresce in una Napoli cruda, violenta e reale che per lui è casa, famiglia e scuola di vita.

Marco D’Amore è attore e regista italiano, diventato famoso nel 2012 con la serie TV Benvenuti a tavola - Nord vs Sud e nel 2014 con il ruolo di Ciro Di Marzio nella serie TV Gomorra. Nella quarta stagione della serie firma la regia del quinto e sesto episodio. L’Immortale è la sua opera prima e prende il titolo dal soprannome del protagonista; il film segue le vicende del personaggio antecedenti a quelle della serie, costituendone un vero e proprio prequel. D’Amore ha ottenuto il Nastro d’argento come miglior regista esordiente.

MARTIN EDEN

Martin Eden

Regia: Pietro Marcello | Interpreti: Luca Marinelli, Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi, Denise Sardisco | 129’

Martin Eden, giovane marinaio di modeste origini, venuto a contatto con il mondo della borghesia napoletana, decide di studiare e diventare uno scrittore. Ulteriori incontri gli faranno conosce il turbinio della vita politica del suo secolo.

Pietro Marcello nasce a Caserta nel 1976 e studia pittura all’Accademia di Belle Arti. Nel 2002 realizza il radiodocumentario Il tempo dei magliari e nel 2003 i cortometraggi Carta e Scampia. La bocca del lupo (2009) vince il Torino Film Festival, il Nastro d’argento, il David di Donatello e il premio Vittorio De Seta al Bif&st 2010. L’anno seguente presenta al Festival di Venezia due documentari sul cinema: Il silenzio di Pelešjan e Marco Bellocchio, Venezia 2011. Nel 2019 presenta Martin Eden alla Mostra del cinema di Venezia; l’interpretazione di Luca Marinelli viene premiata con la Coppa Volpi.

MATERNAL

MATERNAL

Regia: Maura Delpero | Interpreti: Lidiya Liberman, Renata Palminiello, Denise Carrizo, Agustina Malale, Marta Lubos | 91’

L’Hogar, centro religioso italo-argentino per ragazze madri, è un luogo paradossale in cui la maternità precoce di giovani madri adolescenti convive con il voto di castità delle suore che le hanno accolte. Suor Paola è una giovane suora appena arrivata a Buenos Aires dall’Italia per finire il noviziato e prendere i voti perpetui. Lu e Fati, entrambe diciassettenni, sono bambine bruscamente trasformate in madri. Tre donne diverse che influenzeranno reciprocamente le proprie vite e il proprio rapporto con la maternità.

Maura Delpero, dopo il percorso in lettere all’università di Bologna e alla Sorbonne, si forma in drammaturgia a Buenos Aires. Il suo primo documentario, Signori professori, vince il Premio Avanti! e il Premio UCCA al 26° TFF. Nel 2011 è selezionata per la Locarno Film Summer School. La sceneggiatura di Nadea e Sveta, ottiene la Menzione della Giuria del Premio Solinas. Il film vince, tra gli altri, il Premio Cipputi al 30° TFF e riceve una candidatura al David di Donatello. Per quattro anni ha insegnato cinema in un centro di accoglienza per ragazze madri di Buenos Aires: ispirazione per la realizzazione del suo primo lungometraggio di finzione, Maternal, unico titolo italiano nel concorso internazionale del 72° Festival di Locarno.

UN DIVANO A TUNISI

Un divano a Tunisi

Regia: Manele Labidi Labbé | Interpreti: Golshifteh Farahani, Hichem Yacoubi, Majd Mastoura Mastoura, Ramla Ayari, Aïsha Ben Miled | 87’

In Tunisia c’è stata la Primavera araba, ma forse aprire uno studio da psicanalista per una donna è ancora troppo presto. Selma è una giovane psicanalista dal carattere forte e indipendente cresciuta a Parigi insieme al padre, quando decide di tornare nella sua città d’origine, Tunisi, determinata ad aprire uno studio privato le cose non andranno come previsto.

La ragazza si scontrerà con un ambiente non proprio favorevole, i suoi parenti cercheranno di scoraggiarla, lo studio inizierà a popolarsi di pazienti alquanto eccentrici.

Manèle Labidi è una sceneggiatrice-regista franco-tunisina. Prima di dedicarsi alla scrittura di sceneggiature teatrali e radiofoniche, ha studiato scienze politiche e ha lavorato in ambito finanziario. Un divano a Tunisi è il suo primo lungometraggio.

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