RETROSPETTIVA 2023

Omaggio a Paolo Turco

Due strade portano a lui: il cinema, nel quale entrò a vent’anni dalla porta principale recitando Nino in “Un bellissimo novembre” di Mauro Bolognini (1969), ma anche questa terra, cui si è legato per amore sin da ragazzo. Un messaggio arrivato da Gianluca Venditti nei mesi scorsi ai canali social del festival lo suggerisce: «Sarebbe bello ricordare Paolo Turco per la sua carriera di attore e doppiatore ma anche per il suo legame speciale con il Molise e nella fattispecie con Ripabottoni, dove trascorreva lunghi periodi e dove ha lasciato un vuoto. Sempre discreto, mai protagonista. Un uomo straordinario».
Nella sua lunga carriera Paolo Turco ha attraversato il cinema (“Pane e Cioccolata”, “La vita in gioco”, “Baciamo le mani”, “Salvo d’Acquisto”, “Aiutami a sognare”), il teatro (“Hair”, “Il vizio assurdo”, “Riccardo II”, “Les Negres”), la televisione (“Orlando furioso”, “Camilla”, “Jazz Band”, ), il doppiaggio (“Qualcuno volò su nido del cuculo”, “Star trek”), la direzione del doppiaggio e l’adattamento dei dialoghi (“Ladybird ladybird”, “Il cattivo tenente”, “il palloncino bianco”, “Dr. House”). E non ha mai smesso di attraversare ed amare questi luoghi, il Molise discreto, scintillante, impervio.
Nell’intreccio tra questi elementi, il Festival ha scelto per l’omaggio di proiettare “Trevico-Torino (viaggio del Fiat-nam)”, a cinquant’anni dalla sua uscita nelle sale. Unico film che Ettore Scola ha autoprodotto, per via dell’argomento che sembrò scomodo ai produttori, due anni dopo “Permette? Rocco Papaleo” (1971), intreccia il documentario e narrativa, su un canovaccio di sceneggiatura che si è andato precisando durante le riprese, per raccontare l’abisso che si trova a percorrere il giovane Fortunato Santospirito (Paolo Turco), che parte in treno da Trevico (paese natale di Scola), provincia di Avellino, e va a lavorare alla Fiat di Torino. Da operaio e da immigrato. Tra difficoltà, prese di coscienza, vita di corsa, e il timido idillio con la studentessa borghese impegnata (Vicky Franzinetti), sotto gli occhi del grande mostro che tutto inghiotte e che a tutto sovraintende: la fabbrica.

Il film viene presentato a MoliseCinema 2023 nella versione restaurata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e dalla Fondazione Cineteca di Bologna. La visione è accompagnata dagli interventi di Silvia Scola e Fabio Ferzetti. Si ringrazia per la collaborazione l’AAMOD.

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