RETROSPETTIVA 2024

Special Mastandrea

Tutti giù per terra, di Davide Ferrario, 98’ (1997).

Con Valerio Mastandrea, Carlo Monni, Benedetta Mazzini, Caterina Caselli.

Le vicende di Walter si sviluppano in una Torino a cui il protagonista è estraneo. Studente fuori corso di filosofia, disoccupato prima e obiettore di coscienza poi, vergine e privo di ideali il nostro si sposta da una precarietà all'altra senza poter neppure sperare in un approdo sicuro.

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Non pensarci, Gianni Zanasi, 105’ (2008).

Con Valerio Mastandrea, Giuseppe Battiston, Anita Caprioli.

Stefano Nardini è un musicista rock che, giunto ai 36 anni, vive una fase di crisi esistenziale. Non sicuro di come potrà proseguire la sua vita, decide di far ritorno momentaneamente a Rimini dalla famiglia. Qui riuscirà a farsi carico dei problemi altrui e ad assumersi quel senso di responsabilità che gli mancava. Lo aiuteranno in ciò e verranno contraccambiati la sorella e il fratello.

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La prima cosa bella, di Paolo Virzì, 116’ (2010).

Con Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi.

Un film drammatico ma dolcissimo sui percorsi della vita che talvolta si svelano solo di fronte all’indifferibilità della morte. Paolo Virzì si conferma grande erede della commedia all’italiana venata però di un tono intimista e malinconico. Simbolo e metafora anche del percorso antropologico dell’Italia.

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C’è ancora domani, di Paola Cortellesi, 112’ (si veda sezione Paesi in lungo).

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