Sono stati annunciati i vincitori delle cinque sezioni competitive della 24ª edizione di MoliseCinema: Paesi in corto, Percorsi, Frontiere, Paesi in lungo e Girare il Molise.
1. Per la sezione Paesi in corto. Concorso cortometraggi internazionali, la giuria composta da Renato Chiocca, Eva Sabelli, Brahim Samaha e Piercesare Stagni ha assegnato il premio per il Miglior Cortometraggio internazionale a A Sisyphean Task di Gus Flind-Henry e George Malcher (Regno Unito): «Sebbene il tema sia universale, A Sisyphean Task lo affronta con straordinaria sincerità e grande misura. Il film restituisce con sensibilità il silenzioso conflitto tra la vita personale e la totale dedizione all'insegnamento, rivelando due mondi destinati a intrecciarsi e che non possono mai essere realmente separati».
Una menzione speciale è andata a Living with a Visionary di Stephen P. Neary (Stati Uniti): «Disegnato a mano su carta pergamena con stile e originalità, l'opera cattura mirabilmente lo sfinimento, la dedizione e l'isolamento dell'assistenza di un marito alla moglie affetta dal Parkinson. Gli strati traslucidi creano una profondità narrativa unica che riflette i confini sovrapposti di memoria, immaginazione e realtà quotidiana. Con la narrazione affidata a James Crowell è un ritratto poetico, struggente e pieno d'amore sulla cura, sulla perdita e sulla memoria».
La giuria ha assegnato inoltre una menzione speciale a Noi di Neritan Zinxhiria (Grecia): «Per la sintesi narrativa e la potenza evocativa con cui il regista racconta una parabola morale sull’elaborazione del dolore, il rispetto della natura e dell’altro, che attraverso immagini sontuose e senza parole risuona negli occhi e nello spirito».
2. Per la sezione Percorsi. Concorso cortometraggi italiani, la giuria composta da Anna Bellato, Peppe Millanta e Fabio Paolucci ha assegnato il premio per il Miglior Cortometraggio italiano a Il salotto di Micol De Angelis: «Per la capacità di raccontare uno spaccato di vita vera con delicatezza e tatto, ponendo al centro le relazioni umane, i sogni e il futuro. Un salotto che diventa un non luogo sospeso dove la capacità di sognare a ogni costo e i segni dolorosi che la vita ti lascia addosso si incontrano, si scontrano e dialogano. Al centro, una tessitura di relazioni dove ogni filo che lega i membri della famiglia racconta un intero mondo, al sicuro e al contempo esposto ai rovesci della vita che sembra attendere in agguato fuori dal campo. Una piccola lezione sull'universalità delle emozioni e sulla capacità tutta umana di trovare sempre un barlume di luce, di speranza e di umanità».
La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale ad Astronauta di Giorgio Giampà: «Per la capacità di trasformare una storia intima in un racconto universale sulla possibilità di immaginare un destino diverso. La storia attraversa con delicatezza il rapporto tra un padre e una figlia, facendo dialogare realtà e immaginazione. Sullo sfondo, la foresta diventa presenza viva ma al contempo fragile, costringendoci a interrogarci sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente e sull’eredità che lasciamo alle generazioni future. Un cinema profondamente umano, capace di trovare nella durezza del quotidiano lo spazio inatteso del sogno».
3. Per la sezione Frontiere. Concorso documentari – Premio Giuseppe Folchi, concorso riservato ai documentari, la giuria, composta Ado Hasanović, Erika Manoni e Giovanni Piperno ha assegnato il Premio Giuseppe Folchi per il miglior documentario a Una cosa vicina di Loris G. Nese: «Per la capacità di trasformare un trauma personale in una storia universale, attraversando memoria, realtà e immaginazione e mettendo in relazione materiali d’archivio, animazione e differenti forme di racconto. Un percorso intimo sempre in equilibrio sensibile e rigoroso, dove ogni elemento diventa armoniosamente parte della narrazione».
La menzione speciale della giuria va a Torneranno i lupi di Bianca Vallino: «Attraverso un linguaggio poetico e fiabesco, la regista firma un percorso di memoria, perdita e riconciliazione tanto doloroso quanto liberatorio. L'opera esplora la fragilità dei legami familiari, con delicatezza, ironia e grande sensibilità».
4. Per la sezione Paesi in lungo. Concorso lungometraggi, dedicata alle opere prime e seconde di lungometraggio, il premio è assegnato dal pubblico, che ha votato durante le proiezioni e ha conferito il Premio per il Miglior Lungometraggio a Primavera di Damiano Micheletto.
5. Il premio Girare il Molise è stato assegnato al cortometraggio La Moto di Matteo Giampetruzzi: «Per la rigorosa economia di un racconto per immagini che rinuncia alla parola e affida al gesto, al corpo e al silenzio il peso di un rapporto inconfessabile. L'opera scava fra le pieghe della dipendenza affettiva e nella violenza che ne deriva, restituendo con impietosa lucidità una verità soffocata dalla convenzione, e proprio per questo assordante».
Altri premi
Il premio del pubblico per i cortometraggi (Concorso cortometraggi internazionali e italiani), votato dagli spettatori durante le proiezioni, è stato assegnato a Last Shot di Parham Rahimzadeh per il concorso cortometraggi internazionali; e a Tempi supplementari di Matteo Memè per il concorso cortometraggi italiani.
Anche quest’anno sono stati assegnati i premi per i cortometraggi italiani e internazionali dagli studenti della scuola di cinema di Pescara IFA. Presidenti di Giuria Simone Bonfigli e Renata De Santis.
Per la sezione Percorsi. Concorso cortometraggi italiani, il Premio IFA Miglior Corto Italiano va a Rukeli di Alessandro Rak: «La storia di resistenza e passione del primo pugile sinti a vincere il titolo tedesco dei pesi massimi ci viene raccontata con una tecnica di animazione entusiasmante e innovativa; unita alla voce travolgente del narratore, ci trasporta in uno degli eventi più bui e dolorosi vissuto dalle popolazioni Romanes: il loro genocidio durante la Seconda Guerra Mondiale».
Per Paesi in corto. Concorso cortometraggi internazionali, il Premio IFA Miglior Corto Internazionale va a Last Shot Parham Rahimzadeh: «Con una regia delicata che lascia parlare la storia, una recitazione incisiva e un montaggio che cattura lo spettatore fino all’ultima scena, Last Shot ci ricorda il potere e l’importanza comunicativa della fotografia che si unisce al giornalismo come mezzo di trasmissione delle testimonianze, come voce sostitutiva e potente di tutte le persone silenziate in Palestina».
Inoltre prosegue il Concorso della Rete dei Festival dell’Adriatico con Happy Hour di Andrea Ramolo e La moto di Matteo Giampetruzzi.

