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Retrospettiva MC 2026. Divorzio all'italiana (1961)

Sicilia. 1960. Il barone Ferdinando Cefalù, sposato da 14 anni con Rosalia, s’invaghisce di Angela, sua cugina sedicenne.

Ma il divorzio in Italia non c’è: diventerà legge solo nel 1970, confermato dal referendum abrogativo del 1974, mentre vigeva ancora il delitto d’onore. Il barone se ne infischia e cerca di piegare le norme sociali ai suoi desideri, precipitando, però, in un vortice di delazioni, mitomanie e derive grottesche.

Pietro Germi firma il manifesto della commedia all’italiana (da questo titolo la definizione del genere che ci invidia tutto il mondo, prima del Matrimonio di De Sica con Sophia Loren e lo stesso Mastroianni). Trasferisce il romanzo di Giovanni Arpino Un delitto d’onore – con una sceneggiatura a otto mani firmata dallo stesso Germi insieme a Ennio De Concini, Age e Alfredo Giannetti – in una Sicilia che per nevrosi, fatalismo e accidia (allora come oggi) è una Nazione intera.

Con uno sguardo lucidissimo e insieme cinico, graffiante e lisergico sul ceto possidente del dopoguerra, unisce inchiesta sociale e satira amara su arretratezze, folklore, ipocrisia e maschilismo dell'epoca, con un ritmo perfetto e una verve iconoclasta mai vista né prima né dopo nel nostro cinema.

Memorabile l’interpretazione sovraeccitata, grottesca e ripugnante di un Marcello Mastroianni flaccido, vizioso e brillantinato, lontana da quella gigiona e perplessa de La dolce vita (proiettato con finto scandalo dentro questo film) e da quella introspettivo-ammalinconita di 8 ½. Il film confermò anche il talento di Leopoldo Trieste, insuperato caratterista, e lanciò un’allora diciottenne Stefania Sandrelli: candida come da nome sì, ma anche indomabile e risoluta.

Se la critica italiana non si spellò le mani, il pubblico, data l’attualità scottante del tema, assaltò i botteghini: Divorzio all’italiana fu il massimo incasso in carriera per Germi e il terzo della stagione 1961-62. Dopo l’Italia, arrivò anche il trionfo internazionale: Prix de la meilleure comédie a Cannes 1962, Golden Globe al film e, a Mastroianni, miglior attore; il Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale nel 1963 (su tre nomination complessive). 

Divorzio all'italiana sarà proiettato questa sera, martedì 4 agosto, alle 21:15 in Arena Scipione.

 

 

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